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Come ben sapete (parto già con il dovuto ottimismo) la nostra amata festa domani presenzierà a Roma in occasione della XVIII edizione di “Viva la Befana”, un corteo storico composto da oltre 1000 figuranti che sfileranno in via della Conciliazione per raggiungere piazza San Pietro in Vaticano. La scaletta dell’evento prevede che dopo l’Angelus tre Re Magi si recheranno nella Casa Pontificia e consegneranno i doni a Papa Benedetto XVI. Gli uomini designati a salire a palazzo, per la cronaca, sono i nostri valorosi Cavalieri aretini Mario Capacci, Paolo Parigi e Beppe Mori, già glorie del passato giostresco.

Come da anni non accadeva, a rappresentare il Saracino saranno la quasi totalità delle comparse: i quattro Quartieri (che porteranno solamente 2 cavalieri di casata per motivi di sicurezza e faranno a meno dei trombetti), gli Sbandieratori, il Gruppo Musici, l’Associazione Signa Arretii, la Magistratura della Giostra, la rappresentativa del Comune e i Cavalieri di Arezzo.

Via della Conciliazione, sullo sfondo piazza San Pietro

Via della Conciliazione, sullo sfondo piazza San Pietro

Possiamo dire che uno spostamento di tale portata è difficile da ricordare, dovremmo andare indietro nel tempo per ricordare quali furono le grandi trasferte del Saracino.

Il primo grande spostamento degli armati aretini avvenne nel 1938 in occasione dell’arrivo in Italia del capo di stato tedesco Adolf Hitler. Il fuhrer, accompagnato dal Duce Benito Mussolini, fu accolto il 9 maggio a Firenze da una rappresentanza in costume di figuranti della Giostra del Saracino, del Palio di Siena (cosa più unica che rara), del Calcio in Costume fiorentino e del Gioco del Ponte di Pisa presso il suggestivo Giardino di Boboli.

Di quel 9 maggio abbiamo persino una testimonianza storica, quella di Mario Nocentini, figurante presente quel pomeriggio del 1938. Questo è il suo racconto, estratto dalla tesi di Laurea “Giostra del Saracino, un giuoco cavalleresco nel quadro della politica culturale del Fascismo” di Saverio Crestini:

«Al tempo frequentavo l’istituto Magistrale di Arezzo e per l’arrivo di Hitler a Firenze vollero la presenza di comparse della Giostra del Saracino; per quell’occasione interessarono tutte le scuole superiori della città, soprattutto ragazzi di sedici, diciassette e diciotto anni; io diedi la mia adesione per poter partecipare come figurante e il 9 maggio partii. Per quella mattina ci diedero appuntamento alla stazione di Arezzo dove, muniti di documento e biglietto pagato, salimmo sul treno. Una volta arrivati a Firenze ci siamo recati in un luogo chiuso, credo un magazzino comunale, dove erano già pronti i costumi da indossare; ricordo che la piazza della Stazione fu trasformata come la vediamo adesso, perché prima era un po’ diversa: per l’arrivo di Hitler, infatti, lavorarono molto. La scalinata di marmo, ad esempio, fu fatta in quell’occasione, ma tante cose furono modificate: tutto il percorso del Fuhrer fu mascherato e dal treno si vedeva che lungo la linea ferroviaria avevano messo dei pannelli di cartone, così che il capo tedesco vedesse solo cose belle. Da quel magazzino, poi, ci siamo spostati nel Piazzale di Porta Romana, l’ingresso per entrare al Giardino.

Qui c’eravamo noi, i figuranti del Calcio in Costume di Firenze, del Gioco del Ponte di Pisa e del Palio di Siena, e alla presenza di tutti ogni gruppo storico si schierò in un vialone; il nostro era molto grande e leggermente in discesa, finiva in un grande spiazzo verde. Io ero vestito da balestriere, per questo mi trovavo quasi in fondo al corteo.

Da li vedemmo passare un corteggio di quattro o cinque automobili che si fermarono nel piazzale davanti a noi: capimmo che era arrivato Hitler. So’ che ogni rappresentate consegnò al Fuhrer una targa, ma sinceramente non vidi questa scena perché ero lontano, in fondo al vialone.

9 maggio 1938: il Maestro di Campo messer Perlini saluta Hitler e Mussolini dopo la consegna di un riconoscimento. L’automobile d’ordinanza è una Lancia Astrura fuori serie, carrozzata Pininfarina (Archivio Fotoclub La Chimera)

Questo è quello di cui ho memoria, anche se avrò sempre in mente un episodio accaduto poco dopo, mentre stavamo tornando verso la stazione. Nei pressi del lungarno passarono due o tre ragazzotte che ci guardarono e notarono i nostri costumi, alcuni dei quali avevano una specie di sottana; una di queste, rivolgendosi a uno dei nostri, esclamò: “Ma guarda che bella signorina!” Questo, un giocatore di calcio molto ben messo fisicamente, si alzò il gonnellone senza nulla sotto e le fece intendere il contrario. E così tornammo a casa, non ci fu una sfilata o qualcosa del genere per le strade del centro».

Dalle foto a noi pervenute possiamo vedere come la nostra rappresentanza in costume fosse abbastanza nutrita: le massime autorità presenti erano il Maestro di Campo Perlini, il Cancelliere Agostino Marcucci e l’Araldo Elio Gilardetti, seguiti dai Valletti del Comune, da alcuni Sbandieratori (Alfieri) e da diverse decine di armati. Erano presenti anche una decina di cavalli (ce lo mostra la foto nella galleria fotografica) con in sella i Capitani dei quartieri e alcuni Cavalieri di Casata.

9 maggio 1938 - Giardino di Boboli (Archivio Parnetti)

9 maggio 1938 – Giardino di Boboli (Archivio Parnetti)

Assieme agli aretini, come suddetto da Mario Nocentini, erano presenti i figuranti del Palio di Siena, del Calcio in Costume fiorentino e del Gioco del Ponte di Pisa. Fra tutti, però, il Duce rimase particolarmente colpito dall’immagine del Saracino tanto che ne volle una dimostrazione qualche mese dopo, il 18 ottobre nel grande slargo di Villa Glori a Roma in occasione della festa della Polizia. In quel frangente parteciparono anche i giostratori che dovettero mettere in mostra le loro gesta contro un Buratto piazzato lungo un’improvvisata lizza.

18 Ottobre 1938: Roma, Villa Glori (Archivio Parnetti)

18 Ottobre 1938: Roma, Villa Glori (Archivio Parnetti)

Uno spostamento di maggiori dimensioni, che sollevò infinite polemiche, avvenne il 26 settembre 1948 al Foro Italico di Roma per la festa dell’Unità indetta dal Partito Comunista Italiano in occasione del ritorno alla vita politica di Palmiro Togliatti. Anche in questa circostanza fu posizionato il Re delle Indie, ma le esibizioni dei giostratori non ebbero nemmeno inizio: l’arrivo dell’Onorevole provocò un’invasione di campo da parte di migliaia di sostenitori che occuparono interamente la pista, rendendo così vana la presenza delle comparse della Giostra.

Dei preparativi della trasferta di Roma del ’48 dedica un intero capitolo Carlo Dissennati nel libro “Le Mille Lance del Saracino”, dalle quali traspare una certa insofferenza nel voler portare avanti un impegno di simile portata: « [..] Lunedì 20 settembre il consiglio dell’Enal si riunisce nuovamente. Sono presenti il dottor Pancrazio De Pasquale, Giorgio Pini, Giulio Raffaelli, Ivo Barbini e Ruggero Ghezzi, anche in rappresentanza di Mario Bellucci. Il verbale della seduta dice testualmente: “Prima di prendere una decisione in merito (al trasferimento in Roma della giostra su richiesta del giornale l’Unità) il Consiglio ha ritenuto opportuno ascoltare il pensiero del consiglio direttivo dei quattro quartieri cittadini. Il responso è il seguente: Sant’Andrea favorevole purché siano rimborsate le spese; Santo Spirito favorevole a condizione; San Lorentino (Porta del Foro) negativa non avendo potuto deliberare per mancanza della maggioranza dei membri; porta Crucifera non è giunta in tempo. Considerate pertanto le risposte dei quartieri, che sono in linea di massima favorevoli, il Consiglio passa all’esame delle varie ragioni di carattere tecnico connesse al trasporto a Roma del complesso”[…]».

«[..] in attesa di conoscere il parere definitivo di porta Crucifera, il dottor Nagel esprime l’opinione che una manifestazione storica, portata fuori dal proprio ambiente, perde il proprio significato con effetto controproducente anche ai fini della sua pubblicizzazione. Accenna poi che, almeno fino alla chiusura del bilancio, il Comitato centrale è da considerarsi l’unico organismo cittadino responsabile della giostra. L’Enal, infatti, ha preventivato una spesa di quindici, sedici milioni per riportare in Piazza Grande la rievocazione e quindi il Comitato si è assunto l’integrale onere di far disputare la giostra in settembre. Alcuni componenti non hanno esitato, a tal fine, di sottoscrivere persino delle cambiali. […]»

Alla fine il sindaco Galimberti si dichiarerà favorevole alla trasferta romana, anche se «messa ai voti la proposta, si hanno due astenuti, un sì e tredici no. Subito dopo si ha notizia che il quartiere di porta Crucifera ha deliberato una netta opposizione al provvedimento. A questo punto sono due i quartieri favorevoli a condizione (Santo Spirito e Sant’Andrea) e due contrari (porta del Foro e porta Crucifera); è inoltre sfavorevole il Comitato centrale […]»

Sarà proprio quest’ultimo a diramare una nota in cui dichiara che «la manifestazione che si svolgerà a Roma domenica 26 corrente nel Foro Italico non ha nulla a che vedere e non riproduce la rievocazione storica che si corre in Arezzo. Essa è stata organizzata da elementi arbitrariamente qualificatisi competenti”. Quindi tutti i membri del comitato rassegnano le dimissioni. Quasi contemporaneamente si dimettono i rettorati di porta del Foro e di porta Crucifera»

Cliccando su questo link è possibile vedere un video interamente dedicato alla giornata del 26 settembre 1948, dove si parla anche delle nostre comparse inquadrate più di una volta:

http://www.cinemadipropaganda.it/search/record/567

Piccole delegazioni hanno poi presenziato in molte altre città d’Italia negli anni ’60, anche se Enzo Piccoletti, in una delle sue tante opere, parla di una forte delegazione in costume, compresi i cavalieri, a Genova nel 1960 in «occasione dell’onorificenza a Colombo» dove si dice che venne smarrita niente meno che una lancia d’oro. Ma di questa notizia non si hanno in realtà fonti certe.

Per quanto riguarda la trasferta di domani, l’entusiasmo ha messo da parte ogni dubbio e polemica: è la città intera a spostarsi insieme al suo Saracino, con la sua storia e le sue radici.

 

 

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