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 Parlare di Giostra, vivere di Giostra. Questo lo scopo di un semplice blog che ho deciso di creare per poter dare libero sfogo alla più grande passione che attanaglia la mia vita da ormai 25 anni: il Saracino.

Creare uno spazio libero, accessibile a tutti, con approfondimenti, commenti, interviste e materiale video/fotografico può essere la miglior forma di comunicazione per dare spazio a tutti gli amanti della Giostra, cercando di andare alla riscoperta del nostro passato in maniera più dettagliata così da consolidare il presente ed avere delle importanti basi storico culturali per il futuro.

A 22 anni mi sono fatto questa domanda: “Perché si corre il Saracino ad Arezzo?”. Nel 2010 mi sono dato una risposta, laureandomi presso la Facoltà “Cesare Alfieri” di Firenze con una tesi dal titolo “La Giostra del Saracino di Arezzo: un giuoco cavalleresco nel quadro della politica culturale del Fascismo”. Il mio relatore Luciano Bozzo, aretino, mi illuminò con la sua formidabile capacità comunicativa e mi spianò la strada verso qualcosa che poteva diventare molto di più di una semplice discussione da presentare ad  una commissione universitaria.

Delle basi forti, è bene chiarirlo, le ho avute sin da piccolo, perché l’amore viscerale per il Saracino mi è stato trasmesso da un nonno fuori dal comune, una persona di cui tutti ad Arezzo hanno un ricordo profondo. Carlo Dissennati è stato uno di quegli uomini che, insieme a persone come Enzo Piccoletti, ha tenuto in piedi la Giostra fin dagli anni Sessanta, momento buio, quando si pensò di non correrla più: con la forza dei suoi articoli pubblicati su La Nazione riuscì a tenere sempre viva quella piccola fiamma di ardore presente nei pochi aretini che amavano il Saracino più di se stessi.

Dissennati con i suoi Sbandieratori a Nagasaki

Dissennati con i suoi Sbandieratori a Nagasaki

Presidente del Gruppo Sbandieratori per trenta anni, Dissennati ha portato il nome di Arezzo per i cieli di tutto il mondo insieme ai suoi amati ragazzi, alfieri, trombetti e tamburini uniti da un’amicizia fraterna e da un’insolita educazione, frutto di quella che viene chiamata scuola di vita; insieme all’amico Ivan Bruschi spese energie a profusione per il successo della Fiera Antiquaria e per valorizzare quell’Arezzo che tanto amava, lui modenese di Vignola.

Carlo DissennatiCarlo ha scritto due libri sulla Giostra, “Le Mille Lance del Saracino” e Giostra del Saracino”, quest’ultimo insieme a Massimo Benigni e Bruno Tavanti.  Evidentemente qualcosa, seppur inconsciamente, mi ha tramandato. Nel 1996 un mare incurabile se lo portò via, ma prima riuscì ad esaudire due sogni: il mio e il suo. Un giorno alle prove in Piazza, davanti ad alcuni dirigenti, mi chiese se avessi voluto fare il paggetto di Porta Crucifera, ma io risposi subito con un secco “No!” perché il babbo me l’aveva già spiegato: “tu sei nato in Sant’Andrea e questo è il tuo quartiere”. Il mio desiderio, infatti, era quello di sfilare per i colori biancoverdi. Non so se per il nonno quello fu un colpo basso, considerando che nel 1958 vinse una Lancia d’Oro da Capitano di Porta Crucifera, ma la sua trasparenza d’animo era più forte di ogni imposizione.

E’ così che il giorno dopo quell’incontro mi portò per mano nella sede di Porta Sant’Andrea e mi fece socio del Quartiere. Tessera n. 128, anno millenovecentonovantasei, Rettore Faliero Papini.

Anche lui però aveva bisogno di sognare e ne aveva tutto il diritto. Capì che la vita gli stava riservando solo qualche mese di tempo per realizzare ciò che più desiderava: il nonno voleva vedermi con il costume dei suoi amati Sbandieratori. Questo era il suo ultimo sogno. Nella Giostra di settembre di quell’anno, a soli 9 anni, entrai in Piazza Grande vestito da “mini sbandieratore”, come ricordava un cronista dell’epoca, rendendo felice ed orgoglioso Carlo, che il 4 novembre se ne andò, lasciando un grande vuoto in tutta Arezzo.

Questo blog è dedicato alla Sua memoria, perché si possa parlare per tutta la vita di Giostra del Saracino come amava fare Lui, con quella formidabile passione.

Saverio Crestini

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