Tag

, , , , ,

La Giostra del Saracino a San PietroTutti coloro che hanno partecipato alla grande trasferta di ieri penso che lo possano dire a gran voce: è stata una giornata indimenticabile. Perché calcare via della Conciliazione ed il lastricato di San Pietro sotto il peso dei nostri scudi, delle nostre lance e dei nostri costumi non ha veramente prezzo.

La giornata è iniziata prestissimo, con ritrovo alle ore  5 nel piazzale del Comunale: per un momento, arrivando in viale Gramsci, l’effetto è stato stranissimo perché la compagine aretina che aveva letteralmente invaso l’area dello stadio ci ha riportato indietro nel tempo, nel ricordo delle grandi partenze dei tifosi dell’Arezzo per trasferte decisamente più gloriose di quelle attuali. Al di la di questo, il mare di persone in breve tempo è scomparso dentro ai diciotto pullman noleggiati per l’occasione (e diventati immediatamente dei “comodi” vagoni letto). Il viaggio è stato abbastanza breve considerando che alle 7:40 già era possibile ammirare la magnifica cupola di San Pietro dai finestrini dei mezzi che ci hanno portato all’interno di un grandissimo parcheggio a due passi dal Vaticano: in quest’area, al 5° piano, i figuranti si sono preparati e rifocillati in un’apposita zona di ristorazione dove alcune stanze hanno fatto da spogliatoio.

Una parola, in merito a questo, è giusto spenderla per gli addetti ai costumi e ai responsabili dei quartieri che hanno portato, con un giorno di anticipo, tutto il materiale necessario per la sfilata senza tralasciare alcun minimo dettaglio. Era una grande responsabilità e loro hanno fatto di conseguenza un gran lavoro.

Dopo la vestizione tutte le comparse della Giostra, tra interviste e foto di rito, si sono recate al punto di ritrovo: Castel Sant’Angelo. Qui ha iniziato a formarsi a poco a poco il grande torpedone che comprendeva rappresentanze del Comune, della Giostra, i Musici, il Gruppo Signa Arretii, gli Sbandieratori, i Quartieri e i Cavalieri di Arezzo seguiti dalle altre rappresentanze in costume (e non) provenienti dalla Provincia e le varie associazioni. Dopo aver costeggiato i giardini adiacenti, a passo lento e con diverse soste, la compagine del Saracino è riuscita a superare a scaglioni il semaforo di Piazza Pia, ostacolo più noioso del previsto a causa del grande traffico che caratterizza quell’incrocio: vigili urbani e organizzatori, infatti, hanno sudato sette camice per riuscire a far passare tutti i figuranti cercando allo stesso tempo di non far spazientire le centinaia di automobilisti romani leggermente “infastiditi” dal medievale intoppo.

Superato il semaforo di Piazza Pia il Saracino ha potuto finalmente fare il suo ingresso in via della Conciliazione. Nella grande strada che porta a San Pietro erano a centinaia le persone lungo i marciapiedi, letteralmente stregate dai colori e dalla bellezza della nostra festa. Gli applausi più numerosi, neanche a dirlo, sono stati per i nostri Sbandieratori che hanno colorato e movimentato la sfilata con lanci perfetti e spettacolari. La grande curiosità della gente era rivolta in modo particolare agli squilli e alle rullate di tamburo dei Musici che sembravano aver portato Roma in un’altra epoca, seguita dalla magnificenza dei Capitani e dei Cavalieri di Casata, simboli della grandezza aretina del 1300 e testimoni delle gesta di Campaldino. Più dura l’immagine dei nostri armigeri e balestrieri, i veri guerrieri muniti di spada e di corazza, coloro che impersonano il coraggio della fanteria. Più dolce e fiabesca invece quella delle dame e dei paggi, rappresentate da giovani e belle fanciulle aretine.

Questo slideshow richiede JavaScript.

(Foto di: Arezzo Notizie, Federico Biliotti, Marzia Vasarri, Stefano Cherici, Marco Pasquini, Gianni Sarrini, Giorgio Martini, Ghibellino Aretino, Sabrina Pucci)

L’entrata in San Pietro è stata mozzafiato, davanti ad un muro umano di fedeli che hanno accolto la Giostra con sorrisi e applausi per tutta la durata del corteo. Ed è qui, nell’emiciclo più famoso del mondo, che le comparse si sono collocate in attesa dell’Angelus impartito da papa Benedetto XVI dalla sua finestra. Ed è proprio alla fine della benedizione che ha salutato, anche se con poche parole, la città di Arezzo, ringraziandola per essere intervenuta nella giornata dell’epifania in Vaticano.

E’ stato un peccato che Sua Santità non sia rimasto affacciato qualche secondo in più, almeno il tempo di ascoltare Terra d’Arezzo intonata da Musici e Sbandieratori come tributo per la sua accoglienza romana. Alla fine, neppure i tre Re Magi Mario Capacci, Giuseppe Mori e Paolo Parigi, accompagnati dall’arcivescovo Riccardo Fontana,  sono riusciti a consegnargli personalmente i doni (portati durante il corteo dei Valletti Comunali): è stato un rappresentante della prefettura pontificia a ricevere i tre calici d’argento realizzati dall’artigiano Alano Maffucci. 

(Foto: Arezzo Notizie)

Nonostante tutto il privilegio di aver vissuto una giornata da protagonisti nella Santa Sede rimarrà per sempre nella storia della nostra Festa e di tutti coloro che vi hanno partecipato. E’ innegabile che questa trasferta non ha avuto una grande risonanza pubblicitaria per il Saracino a causa del pochissimo spazio televisivo dedicato (senza contare le nostre reti private ovviamente, che hanno fatto un lavoro incredibile) e di una quasi assente spiegazione sul tema. Ma alla fine, se davvero i soldi spesi non andranno a togliere qualcosa di importante all’organizzazione della Giostra ad Arezzo (quella che conta), possiamo dire che è stato un privilegio presenziare a casa del papa.

Tutti coloro che si sono vestiti, inoltre, nel pomeriggio hanno avuto l’occasione di visitare la Basilica senza pagare (accedendo da un’entrata laterale inaccessibile ai turisti) e con l’opportunità di assistere alla messa celebrata proprio dal nostro Fontana, in occasione del diciassettesimo anno della sua ordinazione episcopale. Diversi quartieristi, per la cronaca, hanno voluto farsi la bellezza di 550 scalini per arrivare fin sopra la grande cupola, chi per curiosità, chi per scaramanzia o chi semplicemente per rendersi conto che Arezzo, il 6 gennaio 2013, ha “conquistato” tutto questo:

La Giostra del Saracino a San Pietro

A voi i commenti!

Qui i video della grande trasferta:

Chiunque volesse inviare nuove foto lo faccia pure alla mail: giostra.saracino@gmail.com

———————————————————————————

Per tutti coloro che non vogliono perdersi le immagini della giornata di ieri STASERA ALLE 21:30 TELETRURIA trasmetterà uno speciale.

Domani MARTEDI’ 8 sarà la volta di TELESANDOMENICO:

L’indimenticabile giornata a Roma dal Papa
dei gruppi storico-folcloristici aretini
Uno speciale di 25 minuti in onda martedì 8 alle 21.20 su TSD


I colori della città di Arezzo e delle sue valli, le coreografie e i costumi tipici, le emozioni dei figuranti: è stata un’Epifania speciale quella che ha visto i gruppi storico-folcloristici del territorio aretino (oltre 1500 persone) protagonisti a Roma  della 28esima edizione di “Viva la Befana”, manifestazione promossa e organizzata dall’associazione Europae Fami.li.a.
Una troupe di TSD, l’emittente della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, ha seguito tutte le tappe di una giornata indimenticabile (il corteo lungo via della Conciliazione, l’ingresso in piazza san Pietro, l’Angelus e il saluto del Papa, la consegna dei doni per il Santo Padre, la Messa celebrata dall’arcivescovo Riccardo Fontana all’Altare della cattedra di San Pietro) realizzando uno speciale di 25 minuti che andrà in onda martedì 8 gennaio alle 21.20 sul canale 85 e in streaming all’indirizzo www.tsdtv.it/live.


Annunci