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Come sempre la giornata in memoria di Beato Gregorio X ha un sapore particolare. Un po’ perché fa il suo effetto sentire il rullo dei tamburi nel mese di gennaio, abituati al frastuono dei Musici nei giorni più caldi dell’anno, un po’ perché nel vedere piazza della Libertà e la Cattedrale illuminate da tanti piccoli “tegamacci” ci è sembrato davvero di tornare indietro di settecento anni, a quel 10 gennaio in cui tutti gli occhi del mondo erano puntati su Arezzo, luogo della morte improvvisa di un papa.

La Cattedrale con il suo nuovo altare è sembrata più bella che mai, trapelante di spiritualità e misticismo, colorata di vessilli e armature, lasciando agli occhi dei presenti uno spettacolo che non sempre è possibile ammirare. A rendere il Duomo così bello sono stati i Quartieri, gli Sbandieratori, i Musici, il Gruppo Signa Arretii e la Magistratura della Giostra, tutti capeggiati dal Sindaco Giuseppe Fanfani a sua volta accompagnato da una delegazione della Fraternita dei Laici.

Papa Gregorio è stato collocato proprio davanti alla nuova opera, circondato in quattro angoli immaginari dai ceri donati dai Quartieri della Giostra e accesi dai loro Rettori. E’ qui che gli è stato reso onore, con la presenza delle compagini aretine e con le parole di Don Alvaro Bardelli, che in un breve ma incisivo discorso ha ricordato e ribadito come Arezzo, grazie a papa Gregorio X, sia diventata tra il 1275 e il 1276 la capitale del mondo cristiano.

Ho pensato fosse cosa giusta ricordare una parte del discorso del nostro amato parroco, per questo in questo breve post potrete vedere due video insieme ad una piccola galleria fotografica della giornata, partita da Piazza San Jacopo e conclusasi nel Duomo di Arezzo con l’inno più bello che c’è, Terra d’Arezzo.

Foto: Filippo Gabutti (www.filippogabutti.it)

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