Tag

, , ,

Mini Sbandieratore_0001Uno dei primi obiettivi che mi sono prefissato nel creare questo blog è cercare di non usarlo mai a livello personalistico, e così deve essere. Però nel giorno dei funerali di Nara Peruzzi ho voluto fare uno strappo alla regola, ritenendo giusto lasciare un mio ricordo. Perché questa sarta formidabile, quando avevo la tenera età di 9 anni, realizzò per me la cosa più bella che potessi desiderare: un costume da Sbandieratore.

E’ nell’estate del 1996 che tutto ha avuto inizio, perché in quel preciso momento della mia vita qualcosa è entrato dentro di me per non andarsene più, quella fiamma che avrebbe colmato il vuoto della scomparsa di mio nonno, creando un continuum con la sua passione viscerale per la Giostra.

Fin da quando ero piccolo ho sempre seguito il Saracino come tutti i bambini, andando alle prove in piazza, ammirando i cavalli durante il corteo storico per le vie del centro e seguendo la sfida a Buratto davanti allo schermo di casa. La mia fede era biancoverde, scelta impartitami dal babbo ma soprattutto consolidata del mio eroe indiscusso: Martino Gianni.

E’ per questo che piano piano iniziai a desiderare l’ambito costume dei bambini, quello del paggetto, al quale le regie televisive del tempo, durante l’entrata in piazza, dedicavano circa un quarto d’ora d’inquadratura fregandosene altamente del resto dei figuranti che seguivano.

Ma è proprio mentre cullavo il sogno di indossare il vestito con lo spennacchio biancoverde che in un pomeriggio di giugno mi arrivò un colpo basso dal mio amato nonno Carlo: durante le prove in piazza mi presentò alcuni dirigenti di Palazzo Alberti e davanti a loro, forte della lancia d’Oro che conquistò nel 1958 con le vesti di Capitano rossoverde, mi chiese se avessi voluto fare il paggetto di Porta Crucifera. Io inizialmente rimasi un po’ male, ma alla fine mi feci forza e gli risposi di no, perché il mio babbo mi aveva spiegato che io ero nato in Sant’Andrea (via Erbosa) e di quel quartiere dovevo rimanere per sempre.

Tessera Sant'AndreaIl nonno, al contrario di quello che si potrebbe pensare, il giorno dopo mi portò per mano nella sede di Porta Sant’Andrea e mi fece socio del Quartiere. Sapendo che sarebbe stato difficile trovare un posto per le giostre di quell’anno cercò di accontentarmi in un altro modo, sapendo di farsi anche l’ultimo più bel regalo che la vita gli poteva riservare a distanza di poco tempo.

Ricordo che un pomeriggio, in piazza San Francesco, Carlo mi presentò Pasquale Livi, allora Direttore Tecnico degli Sbandieratori, che dopo avermi salutato esordì dicendo: «Tranquillo, te lo faccio fare io il paggetto!». Ma quale paggetto… mi bastò poco per realizzare che nella giostra di settembre sarei diventato uno sbandieratore!

NaraE’ così che il nonno una sera mi portò a casa di una signora in zona Saione: era piccola e dai capelli bianchi, ma con un sorriso ed una carica che mi colpirono. Fu lei che mi prese le misure di spalle, torace, vita e fianchi per realizzare una mini “pazienza” da alfiere. Ricordo ancora che quando andavamo a trovarla era sempre un passo avanti col lavoro (rigorosamente fatto a mano) e rimasi impressionato per la dovizia con cui inseriva dei durissimi bulloni nella veste, che servivano da ornamento tra i nastri dorati cuciti sulla stoffa blu accesa. Nel mese di agosto, dopo aver trovato anche la maglia color panna, la calzamaglia beige e gli stivali della mia taglia (che in realtà erano da cow boy), passammo per l’ultima volta dalla Nara per la prova finale; mi rivestì tutto e mi fece guardare allo specchio: sì, mi aveva fatto diventare vero sbandieratore! Al nonno Carlo, Presidente della gloriosa associazione da 30 anni, gli brillarono gli occhi. Ma il suo sogno ancora era a metà dell’opera.

Con l’avvicinarsi della Giostra del 1° settembre del 1996 (che i quartieristi di Porta Santo Spirito si ricorderanno bene) la voglia di indossare quel costume cresceva sempre di più, fin quando, arrivati al mattino della rievocazione, il nonno mi fece vestire quegli abiti tanto voluti e mi portò in Piazza Grande: tutti mi guardavano e Carlo era orgogliosissimo di me. Mi fece un sacco di foto sulla lizza, davanti al Buratto e con delle mie amiche di scuola che trovai per caso (Clara e Marta). Di ritorno a casa, in via di Pescaja, due ragazzine sghignazzarono nel vedermi, chiedendosi “ma di che quartiere è quel bambino?”, ma furono prontamente redarguite dal nonno che rispose a gran voce: “Sbandieratori!“.



Il pomeriggio della sfilata fu indimenticabile, a partire dal ritrovo nella sede dell’Associazione (allora nel palazzo Lappoli di Piazza Grande) dove era pronta la bandiera blu fatta apposta per me dalla sarta e dove “Tonz” mi fece i complimenti per gli stivali da cow boy; ma di tutte le emozioni del corteo non mi scorderò mai il gesto di Nara, che mi aspettò tra via Guido Monaco e piazza San Francesco per rimettermi il vestito apposto e darmi un po’ d’acqua. Ecco. Quella fu l’ultima volta che la vidi e sicuramente me la ricorderò per quel gesto amorevole, col sorriso stampato in bocca.

Poco dopo sarei entrato in Piazza Grande, con la sua bandiera al vento e l’orgoglio di calcare quella lizza, così piccolo ma così fiero. Durante la Giostra passai tutto il tempo con il paggetto di Sant’Andrea che in quell’edizione, neanche a farlo apposta, era la figlia del grande Martino, Beatrice. Ci facemmo forza a vicenda, perché il Saracino lo vinse Santo Spirito dopo 25 giostre di digiuno, dal 1984.

Mini Sbandieratore_0002

Solo diversi anni più tardi capii che quella bandiera e quel vestito furono preparati dalla Nara su richiesta del nonno Carlo, perché sapeva che quel male inguaribile lo avrebbe portato via. Ma il sogno di vedere il suo nipotino vestito da Sbandieratore della Giostra no, non glielo ha levato nessuno. Anche grazie ad una splendida sarta.

Chissà che sorpresa sarà per Carlo Dissennati incontrare nuovamente la sua amata Nara; sicuramente lassù avranno tante cose da raccontarsi, soprattutto storie che parlano delle gesta dei loro ragazzi, dei loro amati Sbandieratori.

Post scriptum

Il nonno Carlo riuscì a esaudire anche il mio primo vero desiderio. Ma questa.. è un’altra storia.

Paggetto Sant'Andrea

Annunci