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VIGNOLI GIANNISanto Spirito ha vinto ancora. Perché la serata in onore dei giostratori della storia giallo blu si è rivelata un vero successo sotto ogni punto di vista: erano presenti praticamente tutti i protagonisti (in prima persona o rappresentati dai familiari) contornati dal pubblico delle grandi occasioni. Aneddoti, racconti, storie mai sentite; particolarità che hanno impresso all’evento un sapore unico e speciale. Bello se non emozionante vedere nel bastione di levante la storia intera di un rione, avvolta dalle centinaia di foto del Circolo de’ Ghibellini fin su, nella sala delle Vittorie, tra le agognate lance d’Oro.

La serata, condotta dagli encomiabili Lorenzo Alberti e Roberto Parnetti, si è aperta con la proiezione di un video realizzato da Saimon Savini in cui sono stati citati tutti i grandi cavalieri insieme ad una nutrita galleria fotografica, preparata con tutta la dovizia del caso.

Stendardi FedericoFinita la proiezione la parola è passata ai protagonisti, chiamati al grande tavolo del Consiglio per ricevere una targa ricordo e il meritato applauso. Il primo a presenziare è stato l’ex giostratore di riserva Federico Stendardi, sicuramente il più grande di tutti in quella sala se si pensa alla dura giostra col destino che ha dovuto combattere da quello sciagurato 15 giugno 2010. Il suo sorriso e l’emozione nei suoi occhi, alla fine, sono stati come alzare la lancia d’Oro al cielo, e ieri, tra uno scroscio di applausi, è accaduto questo.

Dopo di lui è stata la volta delle famiglie dei cavalieri degli anni ’30 che hanno riportato un tributo per i parenti scomparsi o assenti: dal nipote dei fratelli Casucci, che ha stravolto un po’ la storia del Saracino affermando che Giovanni Battista, a sua memoria, non ha mai corso Giostra, fino a Santino, figlio di Donato Gallorini detto “Donatino”, nativo di Olmo. Grande ricordo anche per il più forte giostratore del Saracino, l’eterno Tripoli Torrini detto “Tripolino” che quest’anno compierà la bellezza di 100 anni suonati, essendo nato nel 1913.

La carrellata ha poi preso un’altro piglio, neanche a dirlo, quando la parola è andata ai faentini, uno su tutti Mario Giacomoni, sprizzante di autoironia nel raccontare del suo lungo periodo in giallo blu senza riportare nemmeno una vittoria, nonostante il suo ricco palmares in altre giostre e quintane italiane. Grandi risate anche con il figlio Willer, che ha ricordato la sua annata disgraziata contro il Buratto aretino, che gli ha portato via un rene ed un polso, con rischio annesso di essere linciato in piazza San Jacopo.

Vignoli - CapacciGrandi applausi per Silvano Gamberi e il figlio Gabriele, storici giostratori, ed emozionante il ricordo di Gianni Vignoli e Nanni Capacci, la coppia che riportò la lancia d’Oro (dedicata alla Madonna del Conforto) nella sede dei Bastioni il primo settembre 1996, dopo ben 11 anni di digiuno: mentre il primo era ateo e non presenziò mai ad una cerimonia in chiesa (e non lo fece nemmeno per il Te Deum della vittoria, cerimonia introdotta proprio nel ’96), Capacci ha commosso tutti rievocando il casuale incontro con Edo Gori  nella Cappella della Madonna del Conforto, la mattina di quella storica Giostra. E’ li che il compianto Edo chiese l’impresa al giostratore, vincere con un dieci. E alla fine, come un segno del destino, l’esito fu proprio quello: 4 di Vignoli e 3 con lancia spezzata di Nanni. Totale X.

Freddezza e un velo di imbarazzo nella presentazione di Carlo Farsetti, giostratore tanto amato, ma al quale Santo Spirito non ha mai perdonato il passaggio a Porta Crucifera: due parole su un aneddoto, quello dell’incredibile X ottenuto rompendo la lancia nel centro, e poco altro. Negli occhi di “Carlino”, in realtà, si leggeva un evidente dolore, dolore nel tornare in quella casa dove è stato tirato su da giovanissimo, ma senza trovare il calore della platea, quasi come se fosse uno sconosciuto. Anche queste, vien da dire purtroppo, sono storie di Giostra.

Cherici MarcoLa vera standing ovation, al contrario, se l’è presa tutta Marco Cherici, giostratore che ha regalato una lancia d’Oro nel 2011 spezzando l’asta e i sogni di Sant’Andrea, e che ha saputo mettersi da parte per l’arrivo delle giovani promesse. Risate a non finire con l’arrivo di Luca Veneri (vittima di un simpatico scherzo), che con la goliardia che lo contraddistingue è riuscito a sintetizzare la sua bella esperienza in giallo blu, dove ha regalato al quartiere due lance d’oro.

Inutile dire che il tripudio è stato per Gianmaria Scortecci ed Elia Cicerchia, chiamati insieme al centro del “palco” per prendersi il meritato tributo al grido di “Cappotto, Cappotto!”. Gianmaria ha voluto fare alcuni ringraziamenti, in particolare al babbo Franco (sottolineando, con il sorriso, che lui non ha mai vinto una Giostra da protagonista), mentre Elia si è trovato alle prese con un microfono che sembrava non volesse farlo parlare, anche perché, in fondo e in fine, non ci sono parole per descrivere quello che ha vissuto lo scorso anno.

Scortecci - Cicerchia

Complimenti quindi al quartiere di Santo Spirito per la bella iniziativa, perché anche grazie alla memoria il Saracino non cesserà mai di esistere.

Foto di Saimon Savini:

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