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Tabellone dubbioCome avevamo accennato nel post inerente la Cerimonia dei Giostratori, entriamo nel merito della misurazione dei punteggi. Questo argomento è senza ombra di dubbio uno dei più delicati della storia del Saracino, proprio perché causa di tante polemiche nel corso degli anni.

La Giostra da sempre è considerata una gara incerta fino all’ultima carriera proprio per via di quella questione di millimetri che può stravolgere un risultato. Gli errori di interpretazione del punteggio, però, hanno portato nel corso degli anni un certo malcontento da parte di tutti i quartieri che, almeno una volta, si sono sentiti danneggiati da una decisione piuttosto che da un’altra.

Possiamo dire che la svolta (se così la possiamo definire) nella misurazione dei punteggi è avvenuta dopo le giostre del 1999 e del 2000, considerate quelle con un alto tasso di errori da parte della Giuria; queste sono state l’espediente perché si cercasse una soluzione a tutta quella serie di problematiche inerenti la giusta interpretazione del punteggio sul tabellone. In quattro di quelle cinque edizioni infatti, vuoi per il tipo di inchiostro usato (nero), vuoi per il fatto che veniva calcolato anche l’alone lasciato dal gommino, vuoi per la possibilità più ampia di interpretare il punteggio da parte della Giuria, ben 4 tiri furono considerati dubbi.

Carlo Farsetti 2006Chi ha vissuto quelle giostre da protagonista ricorda che non fu così netto il V di Carlo Farsetti nell’edizione del 20 giugno 1999, tiro che tra l’altro stabilì il record di punti con un solo tiro, dato che il giostratore spezzò la lancia proprio nel centro del tabellone. Molti sostengono fosse stato marcato un II.

Ma se al “favore” stiamo alludendo, ecco il “torto” nella giostra del giugno 2000, protagonista sempre il giostratore della colombina Farsetti: primo cavaliere ad affrontare il Buratto nella seconda carriera, colpì il IV ma la Giuria assegnò un II. La vittoria andò a Porta del Foro.

E’ così che iniziò il 2000, tra le polemiche. Di giostre in quell’anno se ne corsero 3 perché ricorreva il centenario del Saracino e per questo, dopo l’edizione di giugno, si disputarono due edizioni, una ordinaria e una straordinaria. Quella del 3 settembre sarà ricordata nella storia per l’interminabile sessione di spareggi tra Porta Sant’Andrea e Porta Crucifera, ben 11 tornate, e per l’incredibile numero di centri colpiti in una edizione, 5: tre di Martino Gianni, e due di Alessandro Vannozzi. Non fu un V però al centro delle polemiche, bensì uno dei IV colpiti dal giovanissimo Daniele Gori, tiro che pareva essere un evidente III. Alla fine, dopo il II di Martino Gianni, la lancia d’Oro andò nelle mani di Porta Crucifera tra le proteste serrate dei bianco verdi.

DSC_4744webNeanche la Giostra del centenario (9 settembre) fu scevra da polemiche, considerando che la vittoria di Porta Crucifera fu assegnata proprio grazie ad un tiro considerato molto dubbio: si trattava del V marcato da Daniele Gori, il primo della sua carriera tra l’altro. Le immagini e le testimonianze fecero pensare a un II, ma non fu dello stesso avviso la Giuria.

Dopo quest’annata per così dire “disgraziata” nel merito della misurazione dei punteggi l’Istituzione Giostra decise di apportare dei miglioramenti al regolamento tecnico, per far sì che il margine di errore da parte della Giuria arrivasse al minimo.

In attesa del nuovo regolamento, che entrò in vigore nel 2005, si presentò un altro episodio dubbio: ancora una volta si trattò di un centro di Daniele Gori, primo cavaliere che corse la quarta carriera nella giostra del 22 giugno 2002, che secondo gli addetti ai lavori aveva marcato un altro II. Quella giostra fu vinta dal Quartiere di Porta Curcifera con il massimo del punteggio realizzabile con tiri ordinari, dieci, grazie al V colpito successivamente da Alessandro Vannozzi.

Nel settembre 2005, come già accennato, entrarono in vigore le migliorie nel regolamento (consultabile qui: Regolamento Tecnico 2005) che avrebbero dovuto dare degli aiuti considerevoli ai Giurati scelti per leggere i punteggi con il massimo dell’efficenza, ma nel 2008 siamo punto e a capo. Giostra del 21 giugno, Porta Santo Spirito primo quartiere ad andare agli spareggi: ad affrontare il Buratto si presentò Carlo Farsetti che dopo l’impatto sembrò aver colpito il centro ma la Giura vide diversamente assegnando il IV. Quella edizione fu poi vinta da Porta Crucifera vincendo gli spareggi con Porta Sant’Andrea, che aveva a disposizione l’ultimo tiro per pareggiare i conti.

Due anni dopo venne nuovamente messa mano sul regolamento, apportando due fondamentali modifiche: dal 2010 la Giuria avrà a disposizione non più 5 ma 6 mascherine e al cerchietto bianco del centro fu aumentato il diametro a 2,00 cm.

Qua sotto, riporteremo quindi il Regolamento Tecnico in vigore dall’agosto 2010 (Allegato A) intitolato:

PROCEDIMENTO PER LA MISURAZIONE DEI PUNTEGGI DA PARTE DEI GIOSTRATORI

giuria1

PUNTO 1

Gli unici strumenti ufficiali in dotazione alla Giuria della Giostra sono sei mascherine (22 mm., 23 mm, 24 mm., 25 mm., 26 e 27 mm.) ed un goniometro del diametro di 24 mm.. Le mascherine sono tutte trasparenti ed in materiale indeformabile, con impresse a inchiostro indelebile le varie figure geometriche utili alla misurazione. Tali strumenti nel corso dell’anno sono custoditi dalla Magistratura della Giostra

Prima fase

La Giuria dovrà per prima cosa individuare l’asse orizzontale che dividerà in due parti uguali l’impronta inchiostrata lasciata dalla punta della lancia, con esclusione dell’alone di contorno.

Per fare ciò, usando una delle quattro mascherine trasparenti a sua disposizione, dovrà per prima cosa accostare l’asse verticale Y-Y al bordo esterno verso destra della marcatura (vedi fig.1) mantenendolo verticale con l’aiuto del reticolo posto sulla destra della mascherina, aiutato in ciò dalle linee di demarcazione del sottostante tabellone.

Figura 1

Seconda fase

Contemporaneamente farà in modo, scorrendo verticalmente la mascherina, che le linee A e B della mascherina stessa, combacino rispettivamente con il bordo superiore ed inferiore del cerchio o semicerchio inchiostrato (A’ e B’ della fig.2).

E’ palese che dovrà essere usata fra le quattro mascherine in dotazione, quella più adeguata come dimensione.

Figura 2

Terza fase

Attraverso la fessura posizionata al centro della mascherina la Giuria segnerà nel tabellone, con apposita matita indelebile a punta fine, un trattino orizzontale di 15 mm (W) a cavallo del bordo destro della marcatura (fig.3).

figura 3

Quarta fase

La Giuria, utilizzando quindi la mascherina-goniometro, riposizionerà l’asse Y-Y sul bordo esterno destro della marcatura facendo sovrapporre l’asse orizzontale X-X al trattino (W) riportato precedentemente sul tabellone.

Quinta fase

Il centro del goniometro, intersezione degli assi X-Y/C-D, determina il punteggio da leggere, attraverso la mascherina trasparente, sul sottostante tabellone (fig.4) ad esclusione del centro la cui misurazione è indicata al successivo punto 2.

Figura 4

PUNTO 2

Solo nel caso in cui la misurazione da effettuare riguardi il centro del tabellone, la Giuria utilizzerà, tra le mascherine in dotazione, esclusivamente quella da 24 mm. Verrà attribuito il punteggio di 5 (cinque) nei casi in cui la circonferenza individuata sia tangente o secante al cerchio inscritto (diametro cm. 2,00) all’interno del centro del tabellone.

PUNTO 3

L’inchiostratura della lancia deve essere effettuata con tampone piatto solo sulla superficie esterna superiore del gommino con esclusione di quello esterno laterale.

La Giuria viene munita di un goniometro di diametro 24 mm. e di sei mascherine quadrettate per determinare l’asse orizzontale del cerchio di marcatura con diametro 22, 23, 24, 25, 26 e 27 mm.

Sono categoricamente escluse dall’uso altre forme di misurazione e strumentazioni.

Aggiungiamo anche la scelta di un nuovo tipo di inchiostro, di colore verde, che distingue il colpo marcato con il centro del gommino dalla spanciata e dalla strisciata (entrambe di colore nero) causata dall’impatto. Dalla foto qua sotto capirete meglio:

Gianmaria Scortecci sett 2012

Il colore verde equivale al tiro esatto.

Il colore nero è lo sbaffo del gommino che non viene calcolato.

Il trattino orizzontale di 15mm (segnato dalla Giuria) rappresenta la metà esatta del colpo e aiuta la Giuria a calcolare il tiro.

Nonostante tutti questi accorgimenti che sarebbero dovuti essere sufficienti per calcolare correttamente il tiro dei giostratori, la Giuria è incappata, nella giostra di giugno del 2010, in un macroscopico errore nel tiro del giostratore di Porta Sant’Andrea Enrico Vedovini: questo nella prima carriera colpì nettamente il centro, ma la Giuria, per chissà quale interpretazione del regolamento, assegnò un clamoroso IV.

il 4 di Vedovini

Il IV di Enrico Vedovini

vedovini_enricoQuesto caso sollevò una polemica infinita e per la prima volta trovò d’accordo tutti e quattro i Quartieri della Giostra, tanto fu palese e incomprensibile l’errore di valutazione. E’ per questo motivo che dopo quel 19 giugno 2010 la Magistratura della Giostra decise di fare una modifica al regolamento tecnico aggiungendo un sesto uomo in aiuto della Giuria: questo venne inserito al fine di controllare che i giurati misurassero secondo i giusti requisiti tecnici e secondo la giusta interpretazione del regolamento. Ecco, quindi, il famoso PUNTO 4 del regolamento:

Ferma restando la competenza esclusiva della Giuria quanto alle misurazioni di cui al presente allegato, al fine di garantire la corretta interpretazione e applicazione delle disposizioni regolamentari relative all’accertamento del punteggio, la Giuria sarà affiancata da un esperto, designato dalla Magistratura della Giostra del Saracino. L’esperto presenzierà alle operazioni di misurazione e fornirà, su richiesta del presidente della Giuria, i chiarimenti del caso. Potrà inoltre intervenire, di propria iniziativa, al fine di correggere eventuali impostazioni che ritenesse non conformi alle disposizioni regolamentari e comunque al fine di agevolare le operazioni della Giura stessa. In ogni caso, il parere dell’esperto non sarà vincolante. Eventuali difformità dell’operato della Giuria rispetto al parere fornito, saranno poi segnalate dall’esperto alla Magistratura, dalla quale la Giuria deriva i suoi poteri.

(integrazione approvata dal CDA della Istituzione Giostra del Saracino in data 27 agosto 2010)

Da quel momento nessun disguido, fino alla cerimonia dello scorso 2 febbraio nella Sala del Consiglio Comunale di Arezzo: a tabelloni scoperti si vede come il V marcato da Alessandro Vannozzi nella giostra del 2 settembre in realtà è un II.

Per farvi capire il perché abbiamo messo in evidenza due fattori: il colpo giusto (quello verde) e il cerchietto bianco del centro.

tabellone

Se il regolamento tecnico sopracitato non avesse chiarito adeguatamente come avviene la misurazione di un tiro, in questo caso un centro, ve lo spieghiamo in poche e semplici parole:

Nella Giostra del Saracino un giostratore si aggiudica il Cinque quando la parte centrale del gommino della sua lancia (macchiata di inchiostro verde) tocca (anche se di pochissimo) il cerchietto bianco all’interno del cerchio colorato di rosso, senza contare la strisciata.

Questo qua sotto, ad esempio, è un centro:

Vedovini giu 2012

Come vedete il cerchietto blu/verde tocca ampiamente il cerchietto bianco del centro, decretando così il punteggio più ambito: il Cinque.

Nel tiro di Alessandro Vannozzi, con molta probabilità, è stato calcolato erroneamente l’alone nero che effettivamente tocca in pieno il cerchietto bianco. Secondo la nostra analisi neanche la leggera abrasione del tabellone falsa più di tanto il punteggio: tra il gommino blu/verde e il cerchietto bianco rimane comunque un millimetro buono di distanza.

Questo episodio va a dimostrazione del fatto che nemmeno il sesto uomo in aiuto della Giuria è riuscito ad essere utile per una giusta interpretazione del punteggio.

A questo punto la parola va ai lettori, nell’attesa di commenti sensati, costruttivi e di correzioni in caso di errori.

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