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Madonna del Conforto«Allor questo tuo popolo, Ti chiamò suo Conforto». E’ così che cantano gli aretini ogni anno, il 15 febbraio, per rendere omaggio a Colei che li ha protetti dal terremoto del 1796, la Madonna del Conforto.

Un popolo, quello che si reca verso la cappella a Lei dedicata, nella Cattedrale di Arezzo, che con il passare del tempo diventa sempre più numeroso e devoto: quest’anno per la prima volta, nel lungo itinerario spirituale della Novena, parteciperà ufficialmente anche la Giostra del Saracino per volere del Vescovo Fontana (e di don Alvaro Bardelli) che ha parlato di stima, riconoscimento e affetto nei confronti della rievocazione storica.

E’ così che stasera il Gruppo Musici, il Gruppo Sbandieratori, il gruppo Signa Arretii rappresentato da sei valletti e un labaro e i quattro Quartieri dei rioni cittadini si muoveranno dalle loro sedi per rendere omaggio alla Madonna con una preghiera collettiva. Alle ore 21:30 ci sarà l’ingresso nel santuario, dove le dame porgeranno le offerte alla Vergine, seguite dal saluto degli Sbandieratori che eseguiranno dei volteggi all’interno del presbiterio; la “parola” poi passerà alle chiarine e ai tamburi del gruppo Musici che proporranno il loro inconfondibile repertorio.

Dopo questi atti ci sarà la preghiera di don Alvaro Bardelli, da sempre molto vicino alla Giostra, insieme al saluto dell’Arcivescovo mons. Riccardo Fontana che impartirà la benedizione a tutte le comparse. Il gran finale sarà ovviamente l’esecuzione dell’inno “Terra d’Arezzo”, opera che risuona ormai da decenni tra le mura della Cattedrale, segno tangibile di una realtà che ha nel Duomo e nella Madonna del Conforto un punto di riferimento che va al di là di ogni credo.

( Foto Pecchi, Chiara Romboli, Saimon Savini e Porta Crucifera)

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