Tag

, , , , , , , , , , , , ,

ettore bubi tattanelliSe qualcuno ci chiedesse se la Giostra è sempre stata così come la vediamo non potremmo certo dare una risposta affermativa. Perché il Saracino negli corso degli anni ha cambiato più volte aspetto, e non solo per una questione di costumi. Dal 1931 la nostra festa ha subito numerosi cambiamenti sia all’interno del corteo storico che nella Piazza Grande stessa, per motivi legati alla storia e alla crescita esponenziale, sotto tutti i punti di vista, della macchina giostresca. Per cercare di dare continuità agli schieramenti, alle fila, ai luoghi di ritrovo, agli orari e alla coreografia di piazza Vasari è stata così creata quella che possiamo definire la Regia della Giostra.

Il Corteo Storico e l’entrata in Piazza Grande dei figuranti della Giostra, infatti, sono stati studiati a tavolino per riuscire a rendere al meglio l’immagine della festa agli occhi della città e dei turisti; perché questi fossero rispettati nel tempo fu creata la figura del Regista, ruolo di grande importanza che dagli anni Novanta prende il nome di Coordinatore di Regia. E ora scopriremo perché.

L’idea di creare una Regia della Giostra nacque inevitabilmente dopo la prima edizione del Saracino (che si corse il 7 agosto 1931) per volere dell’allora Comitato Organizzatore della Giostra. Già nel prima gara, però, era presente una bozza virtuale di come la neonata festa avrebbe dovuto muoversi, lo dimostrando le foto e gli articoli di quei giorni che fanno capire come si svolse il corteo fino all’arrivo in Piazza Grande.

I documenti ci mostrano che tutta la compagine giostresca si ritrovò nel primo pomeriggio del 7 agosto presso i locali delle Logge del Grano, ed è qui che i figuranti trovarono i costumi noleggiati per la rievocazione; dopo la vestizione ogni rione si recò alle ore 15 nella propria chiesa per la ricevere la benedizione, per poi recarsi all’assembramento sotto il sagrato del Duomo per ricevere la seconda preghiera, quella del parroco Pietro Severi; Da qui si formò il corteo storico che alle ore 17 si mise in moto percorrendo le seguenti strade:


(alcuni scatti del 7 agosto 1931 e del 7 agosto 1932 – Carte Piccoletti)

via Ricasoli, via Sassoverde, via San Domenico, via XX Settembre, via San Lorentino, Canto alla Croce, via Cavour, Piazza Umberto I (San Francesco), via Guido Monaco, via Spinello, Corso Vittorio Emanuele (Corso Italia), Canto de’ Bacci, via Mazzini, via Pescioni, via Colcitrone per poi tornare al Canto de’ Bacci e rientrare in Corso V. E. fermarsi davanti a via Cesare Battisti (via di Seteria), dove alle 17:30 ebbe inizio la gara.

Carte Bennati

Ovviamente non ci fu alcuno schieramento in Piazza Grande, poiché il Saracino si corse solo in un lembo del foro, partendo da via Cesare Battisti (oggi via di Seteria) e proseguendo lungo palazzo Cofani Brizzolari, rendendo così impossibile lo spiegamento di tutti i figuranti, essendo il centro della piazza occupato dagli spettatori. Solo gli Araldi (erano due negli anni Trenta) e i Valletti Comunali presenziarono sulla terrazza di Palazzo Brizzolari.

Con tutta probabilità, quel giorno, a guidare gli schieramenti dal Duomo fino a Piazza Grande, fu Luigi Serboli, colui che potremmo definire il primo Regista della nostra rievocazione.

Quella del 7 agosto 1931 in fin dei conti fu una grande prova generale sotto tutti i punti di vista, anche dal lato coreografico. Non è un caso che con il consolidarsi nella rievocazione storica in data 23 marzo 1932, con la stesura dello Statuto delle Società di Quartiere, furono effettuate modifiche così evidenti (come il posizionamento della lizza e del Buratto) che portarono alla creazione di un nuovo disegno scenografico da parte di Luigi Serboli, probabilmente coadiuvato da Vincenzo Tenti. 

E’ proprio nello statuto sopracitato che troviamo due punti importantissimi che rappresentano la prima Regia della Giostra, ovvero le “Norme per la sfilata del Corteo e della Giostra” e l’“Ordinamento del Corteggio”.

 Capitano Porta Sant'Andrea (Archivio Sant'Andrea)Nel primo sono scritti gli orari e i luoghi di ritrovo dei figuranti, insieme al nuovo percorso del corteo che venne ridotto e cambiato per la nuova entrata in piazza: piazza dei Priori, via Ricasoli, via Sassoverde, via XX Settembre, via Cavour, via Guido Monaco, via Spinello, corso Vittorio Emanuele, Canto de’ Bacci, via Mazzini, Borgunto.

Viene inoltre spiegato il portamento dei figuranti, che devono marciare “a passo cadenzato sul rullo dei tamburi”, con “lo sguardo in avanti, il petto aperto e chi è armato di sciabola terrà la ma mano sinistra ferma nell’impugnatura”. Tutto questo fino all’entrata in piazza, dove è descritta la posizione che dovevano assumere i quartieri e le autorità, fino al saluto del Maestro di Campo.

Nel secondo punto, invece, è descritta la formazione e l’ordine nel corteo di tutte compagini.

Lo schieramento in Piazza Grande nel 1932

Lo schieramento in Piazza Grande nel 1932 (Fotoclub La Chimera)

Da questo momento il ruolo del Regista diventerà di vitale importanza, perché farà sì che tutta la macchina della Giostra si muova come stabilito, così da rispettare orari, percorsi e formazioni.

1934 bandoLa prima novità che venne apportata nella coreografia del corteo fu l’introduzione del Bando la mattina della Giostra, nel 1934: si tratta dell’annuncio dell’Araldo che invita la cittadinanza ad assistere alle gesta dei Cavalieri aretini contro Buratto Re delle Indie.

Dal 10 giugno di quell’anno i punti in cui l’Araldo lancerà l’invito alla battaglia saranno, fino agli anni ’70, l’angolo della Pieve, il Canto alla Croce, piazza Umberto I (San Francesco), piazza San Michele e piazza Santo Spirito.

Un altro cambiamento riguardò il nuovo percorso del corteggio storico, il terzo per l’esattezza, nel quale venne eliminata la digressione per via XX Settembre:

da piazza dei Priori si scendeva per via Cesalpino, così da entrare in Piazza Umberto I (San Francesco) e proseguire in via Cavour, Canto alla Croce, via San Lorentino, via Garibaldi, via Guido Monaco e l’omonima piazza, percorrere via Roma e salire nuovamente in Corso Vittorio Emanuele, raggiungendo così via Mazzini e Borgunto.

Foto Club la Chimera

Foto Club la Chimera

 

L’Arrivo di Tului

La Giostra del Saracino ha seguito questo tipo di regia fino al 1961, anno in cui sono avvenuti nuovi cambiamenti nella coreografia del corteggio, nell’entrata e nel posizionamento in piazza, così come in tutte le altre iniziative collaterali alla festa con l’arrivo del famoso “canovaccio”. Fino a questo periodo, è giusto ricordarlo, non esisteva il costume del Coordinatore di Regia che non venne introdotto nemmeno nel 1956 con i nuovi costumi di Novarese. Si dovranno aspettare i primi anni Ottanta prima di avere (a noleggio) la tunica, utilizzata anche dai i Rettori dei Quartieri.

L’uomo della svolta fu Fulvio Tului, qualificato regista televisivo proveniente da Roma al quale venne affidato l’incarico di migliorare gli aspetti coreografici della Giostra cercando di non snaturare l’anima del gioco cavalleresco. Dopo un lavoro durato un anno presentò le modifiche apportate alla regia in un conferenza stampa indetta a metà agosto del ’61, all’Hotel Continentale, mettendo in evidenza soprattutto sei aspetti:

1. Il corteggio percorrerà soltanto le strade alte della città, scenario più naturale per tale manifestazione.

2. L’elemento femminile entrerà nella giostra per conferire grazia alla rievocazione

(Fotoclub La Chimera)

3 La benedizione degli armati non avverrà più sul sagrato del Duomo, ma in via Ricasoli, un basso rispetto alla zona antistante della Cattedrale, perché ne guadagni il lato spettacolare.

4. Sbandieratori, paggetti e damigelle faranno spettacolo a parte tanto al Duomo che in piazza Vasari.

5. Dovendo la città partecipare più intensamente alla giostra, le campane delle chiese di quartiere dovrebbero suonare a fesa nel momento della benedizione

6. L’inno del Saracino andrebbe eliminato o, in via subordinata, essere affidato ad un coro e non a un disco

Assuero PieracciniDi questo ci racconta Assuero Pieraccini, grandissimo uomo di Saracino, figura di spicco di Porta Santo Spirito e storico Coordinatore di Regia, nonché attuale Magistrato della Giostra:

«Da una proposta del dottor Giulio Teoni, Rettore di Porta Santo Spirito, – spiega Pieraccini – fu contattato Fulvio Tului, uomo proveniente dagli ambienti RAI e di Cinecittà, da sempre abituato a saper gestire le masse per le coreografie. A lui venne dato l’incarico di creare una palinsesto con delle precise direttive, da come muoversi nel corteo storico a come collocarsi per la benedizione in Duomo, fino all’entrata in piazza dei quartieri… Tului riuscì a dare un ordine logico agli schieramenti apportando delle migliorie.

Fulvio prese contatto soprattutto con i Capitani e i dirigenti dell’ENAL per avere pareri e capire come migliorare certi aspetti per non stravolgere la natura della Giostra; per fare questo venne un anno prima, nel 1960, e assistette a tutte e due le edizioni così da studiare al meglio la rievocazione. Alloggiava all’Hotel Continentale e alla fine del lavoro venne pagato 400 mila lire se non ricordo male, ma non vorrei sbagliare.

Per la giostra di settembre del 1961 venne preparato il famoso “canovaccio” al quale tutt’ora facciamo riferimento. Tului rispettò la collocazione storica della Giostra e per questo fu apprezzato; tutti coloro che dopo di lui provarono a fare stravolgimenti, invece, durarono pochissimo o nemmeno iniziarono. Mi vengono in mente Guido Gianni e Alessandro Baldecchi: quest’ultimo, regista teatrale, propose una serie di modifiche che andavano un po’ a stravolgere certi aspetti della rievocazione, per questo furono tutte respinte dall’Istituzione Giostra (l’introduzione del “cavaliere nero” e del fumo durante la cerimonia dei Ceri, ad esempio, fu una sua idea n.d.r.)»

Bubi TattanelliAl contrario il successore di Tului, Mario Coleschi, curò il palinsesto di regia nei minimi dettagli. Altro grande Coordinatore di Regia è stato Ettore “Bubi” Tattanelli. Con lui ci fu il famoso cambio di direzione del Corteggio Storico che prima scendeva da via Cesalpino per entrare in San Francesco, girando poi in via Guido Monaco fino alla piazza e tornando nella parte alta del centro per via Roma, Corso Italia e via Mazzini. Credo che prese questa scelta a causa di alcuni lavori proprio in via Cesalpino: da qui l’idea di scendere per il Corso e proseguire il corteggio al contrario, come adesso.

BandoTra i miglioramenti che ho apportato alla regia, uno di quelli che mi rende più orgoglioso è la lettura del Bando dalla finestra del palazzo dei Priori: il primo annuncio, il più bello, senza microfono. Prima di questa introduzione, infatti, in piazza della Libertà c’era pochissima gente la mattina del Bando; da quando l’Araldo ha iniziato a scandire le parole di sfida con la sua voce forte,  il pubblico ha iniziato ad essere numeroso».

Con il passare del tempo c’è stato l’innesto di persone in aiuto del Coordinatore di Regia, che avevano un ruolo nevralgico soprattutto nell’entrata in piazza per riuscire a dare le partenze ai quartieri in maniera corretta: da qui l’introduzione del Vice Coordinatore di Regia che ad Arezzo è stato rappresentato per anni da Guido Rossi detto “Guidone”

(Foto Tavanti)

Dal 1992, con l’arrivo dei nuovi costumi, è stato introdotto anche il ruolo di Aiuto Regista in ogni Quartiere, con il compito di coadiuvare il Coordinatore di Regia in tutte le fasi del Corteo e dell’entrata in Piazza.

Piazza Grande

(Lo schieramento in Piazza Grande ai giorni nostri – Foto Chiara Romboli)

 

Il Coordinatore di Regia oggi

(Foto Tavanti)

Ettore "Bubi" TattanelliIl Coordinatore di Regia ha la funzione di applicare il “canovaccio” di regia delineato nel 1961 da Fulvio Tului, coordinando tutte le varie rappresentative della Giostra e di collaborare alla realizzazione delle altre iniziative collaterali organizzate dall’Istituzione Giostra del Saracino.

Il Coordinatore di Regia rimane in carica un anno.

A nominare il Coordinatore di Regia è l’Istituzione Giostra (Articolo 10, Attribuzioni) che rinnova o propone una nuova carica nel mese di aprile.

Al Coordinatore di Regia è affiancato un Vice Coordinatore di Regia e più aiutanti

Assuero PieracciniAl seguito di coordinare al meglio il lavoro di regia sono stati inserite nel 1992 le figure di Aiuto Regista, una per Quartiere.

Il Coordinatore di Regia il giorno della Giostra annuncia l’Araldo in Piazza Grande e l’entrate dei paggi e delle damigelle.

Il Coordinatore di Regia termina il suo lavoro nel momento in cui la Magistratura da l’autorizzazione a correr Giostra. Da quel momento tutto passa in mano al Maestro di Campo.

I Costumi

Coordinatore di Regia: Tunica completamente nera foderata internamente di giallo; copricapo nero e rosso con paraorecchie bianche. Al collo il medaglione della città di Arezzo

Vice Coordinatore di Regia: Tunica nera esternamente e gialla nell’interno; copricapo nero, giallo con paraorecchie bianche. Al collo il medaglione della città di Arezzo

(foto Tavanti)

 

L’Aiuto Regista

A parlarci del ruolo dell’Aiuto Regista è Gianni Sarrini, uno dei più stimati e preparati in questo campo vista la sua lunga esperienza in Piazza Grande; prima di entrare nel merito di questa figura, però, sottolinea l’importanza di non confondere il ruolo di cui abbiamo parlato fino ad ora e lo fa con un buon motivo:

«E’ giusto sottolineare che dall’inizio degli anni ’90 non esiste più la figura del Regista – spiega Sarrini – ma bisogna parlare di Coordinatore di Regia e non è solo una questione semantica: se prima il Regista era colui che organizzava e faceva delle scelte in merito alla coreografia del corteo e della Giostra, il Coordinatore di Regia deve applicare esclusivamente il Canovaccio che è fisso e immutabile, approvato dall’Istituzione e mai modificato. In parole povere, deve far rispettare il palinsesto e le sue tempistiche.

Gianni SarriniQuesto è importante anche per preservare l’attuale coreografia della Giostra, che non va pensata come uno spettacolo teatrale: Il Saracino è una gara e l’aspetto agonistico è prevalente su tutto il resto. 

Per quanto riguarda l’Aiuto Regista possiamo dire che è stato ufficializzato nel 1992 con l’introduzione del suo vestito, avvenuta proprio per la realizzazione dei nuovi costumi.

Il Ruolo dell’Aiuto Regista è quello di far rispettare al proprio Quartiere gli orari del palinsesto per il corteggio storico e nelle date della Giostra e, ovviamente, lo schieramento.

A questa figura, a seconda del Quartiere, possono essere affidati altri compiti. A Porta Sant’Andrea, ad esempio, l’Aiuto Regista pensa anche a organizzare e trovare i figuranti per tutte le uscite inerenti e fuori la Giostra, cosa che in altri quartieri, penso a San Lorentino, viene fatta dal Maestro d’Arme.

I quattro Aiuto Regista, in più di un’occasione, si ritrovano con il Coordinatore di Regia per fare il punto della situazione e trovare eventuali correttivi così da garantire la precisione del palinsesto e certe regole.

Il ruolo

L’Aiuto Regista aiuta il Coordinatore di Regia a far rispettare il canovaccio, di conseguenza ha la responsabilità di portare la compagine vestita del Quartiere nei luoghi stabiliti agli orari stabiliti.

L’Aiuto Regista sta in testa al Quartiere sia nella sfilata che durante l’entrata in Piazza Grande; solitamente sta vicino al paggetto per aiutarlo a tenere il passo correttamente.

L’Aiuto Regista cura l’entrata in Piazza del proprio Quartiere: controlla che i figuranti tengano il passo correttamente e che siano ordinati nella curva prima dello schieramento nelle zone designate.

L’Aiuto Regista, in alcuni, casi cerca i figuranti per vestirsi in tutte le cerimonie interne ed esterne alla Giostra.

(Foto Tavanti – Giorgio Martini)

I Coordinatori di Regia della storia

1931 – 1940: Luigi Serboli

1948 – 1957: …..

1958 – 1960: Elio Gilardetti

1961: Nuova Regia di Fulvio Tului

1961 – 1965: Mario Coleschi

1966 – 1970: Vincenzo Tenti

1971 – 1975: ……

1976 – 1978: Carlo Dissennati

1979 – 1984: Fosco Balestri

1985 – 2000*: Ettore “Bubi” Tattanelli

2001 – 2002: Sergio Nasi

2003 – 2012: Assuero Pieraccini

*tra il gennaio e il giugno del 1986 e il gennaio e  il giugno 1998, furono nominati rispettivamente Guido Gianni e Alessandro Bandecchi.

(chiunque avesse delle fonti per poter ricostruire le date qua sopra scriva a giostra.saracino@gmail.com)

Annunci