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Ezio GoriDopo l’inaugurazione fatta da Porta Sant’Andrea nell’aprile del 2011 ecco che un altro rione si è dato anima e corpo per regalare al suo popolo e alla città di Arezzo un gioiello dove saranno custoditi i trofei e la storia del proprio Quartiere: si tratta del nuovo museo storico di Porta Santo Spirito.

Nel pomeriggio di sabato 23 marzo, in occasione della giornata per il FAI (Fondo Ambiente Italiano), si è tenuta la bella cerimonia di presentazione organizzata a regola d’arte dai quartieristi della colombina e tenutasi di fronte alla facciata del grande bastione di ponente: è stato il gruppo Sbandieratori di Arezzo, capeggiato dal presidente Ugo Coppini e dal Direttore Tecnico Stefano Giorgini, ad aprire i festeggiamenti con un breve ma intenso saggio dei suoi alfieri. La parola poi è passata ad un emozionato Ezio Gori, rettore che ha fatto gli onori di casa ai prestigiosi ospiti della giornata, quali il Sindaco della città Giuseppe Fanfani, il presidente dell’Istituzione Giostra Angiolo Agnolucci, il presidente di Bancaetruria Giuseppe Fornasari, il primo Rettore della Fraternita dei Laici Liletta Fornasari e la presidentessa del FAI Laura Bertelli, insieme ai rappresentati degli altri tre quartieri cittadini (Stefania Daveri per Porta Crucifera, Maurizio Carboni per Sant’Andrea e Carlo Cigna per Porta del Foro).

Tra i vari interventi delle personalità cittadine vi è stato quello dell’architetto Barbara Bisaccioni, colei che ha progettato il museo storico e che ha diretto i lavori insieme al Capitano di Quartiere, nonché marito, Marco Geppetti.

Taglio del nastroL’inno Terra d’Arezzo, suonato dai musici degli Sbandieratori, ha fatto da benedizione durante il taglio del nastro (rigorosamente giallo blu), ultima barriera da spezzare prima dell’ingresso nel bastione; salendo la scalinata ecco che si arriva nell’ingresso del museo dove spiccano le bandiere storiche di Santo Spirito insieme a tre vestiti degli anni 30′, uno da armigero e due della nobile Casata (ora soppressa) degli Apolloni.

Da qui l’entrata nel grande salone: sul lato di destra troneggiano le lance d’Oro conquistate dal quartiere, disposte in maniera molto originale, ovvero sfalsate da destra a sinistra per arrivare al “brocco” più recente, collocato al centro e in bella evidenza. Il lato sinistro invece, vede l’esposizione delle lance dei cavalieri di casata e del Capitano insieme ad un moderno Albo d’Oro composto da due grandi pannelli trasparenti nel quale sono incisi i nomi dei protagonisti delle vittorie (a sinistra) ed una leggera raffigurazione della colomba dello Spirito Santo (a destra).

Lance d'Oro

Nel lato corto che da sull’esterno sono stati collocati i cimieri dei cavalieri di casata, posti sopra dei rettangoli, e i vessilli con l’emblema, il santo e le casate del contado; non mancano inoltre i costumi d’epoca, vedi quello storico da Capitano del costumista “Caramba” e i più conosciuti e pregevoli di Nino Vittorio Novarese (sono esposti quelli da giostratore, vessillifero, paggetto, palafreniere, capitano e tamburino) che, se ci possiamo permettere un commento, rimangono di una bellezza unica (chissà se un domani potremo vedere nuovamente dei costumi così, magari in un futuro non troppo lontano).

Un lavoro pregevole e sicuramente fuori dal coro vista la modernità dell’opera, spiccatamente minimalista e quasi opposta allo stile del Circolo de’ Ghibellini e della vecchia sala delle vittorie, da sempre caratteristici per la ricchezza di immagini e oggetti legati al passato.

BenedizioneLa cerimonia, dopo la benedizione impartita da Don Severino Bernardini, si è poi chiusa con un ricco buffet offerto dal quartiere nel Bastione di levante nel quale è stata organizzata anche una mostra fotografica con tanti  scatti storici dei Bastioni e della Giostra del Saracino.

Tanta soddisfazione e felicità per il risultato ottenuto da parte degli addetti ai lavori giallo blu, orgogliosi di questa nuova sala che nei secoli custodirà i loro ricordi più belli: le vittorie di Porta Santo Spirito.

 

Le foto della Cerimonia

(Foto Saverio Crestini e Saimon Savini)

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